Nel 1960, in un laboratorio alle porte di Anversa, un medico di 34 anni lavorava giorno e notte ad una molecola capace di spegnere il dolore dei malati. Lui voleva salvare le persone dalla prigione della sofferenza, quello che la morfina non riusciva più a coprire: il dolore dei malati terminali che urlavano di notte.
Una sofferenza straziante che nessun essere vivente dovrebbe mai provare.
Lui si chiamava Paul Janssen e, dopo anni di esperimenti, alla fine inventò quell'anestetico. E fu un mezzo miracolo: persone a cui la vita aveva lasciato solo dolore, adesso, si spegnevano in pace, quasi sorridendo.
Quella molecola, quella sostenza decise di chiamarla fentanyl. E superava di cento volte la potenza della morfina.
Per 40 anni la parola fentanyl significava salvezza: ovunque, negli ospedali, se ne faceva uso quando non c'erano più alternative.
Poi ha trovato la strada. E per nelle periferie degradate delle grandi città degli Stati Uniti la parola fentanyl significava tutt'altra cosa.
Significava droga.
Significava sballo.
Significava adolescenti ridotti come zombie, a dormire in piedi.
Ma soprattutto significava morte.
Tanta, troppa morte.
70mila vite all'anno: ecco quante persone muoiono solo negli Usa di fentanyl.
- Meccanismo biologico: Interrompe i segnali del dolore e stimola un massiccio rilascio di dopamina, provocando un'intensa sensazione di euforia, rilassamento e benessere. [1]
- Dipendenza rapida: A causa della sua potenza chimica, genera una fortissima tolleranza e una dipendenza immediata sia fisica che psicologica. [1]
- Rischio di overdose: La dose letale è microscopica (bastano appena 2 milligrammi). L'overdose causa depressione respiratoria, ipossia (mancanza di ossigeno al cervello), coma e morte. [1]
Otto volte più letale dell'eroina.
Sai cosa significa?
Che negli anni 90, di overdose, morivano 1500 ragazzi italiani all'anno.
SE IL FENTANYL PRENDE PIEDE NEL NOSTRO PAESE DEVI MOLTIPLICARE QUEL NUMERO PER 8.
Perché con l'eroina potevi sbagliare la dose e svegliarti il giorno dopo. Con il fentanyl, tra la dose che ti stende e quella che ti ferma il cuore, ci passano due milligrammi.
Ora seguimi.
A fine giugno, dalla cassaforte dell'ospedale Israelitico di Roma, sono scomparse delle boccette di Fentanyl.
Tante, tante boccette: "Ci puoi fare 20mila dosi", ha detto la polizia.
Se n'è parlato per un paio di giorni, poi nessuno ha più detto niente.
In questa settimana, nei balconi della periferia Est di Roma, la gente ha iniziato a filmare gli zombie che camminano per strada.
Gente ferma in piedi due ore, con gli occhi girati, che sbava.
Ragazzi che girano su sé stessi.
Ragazze svenute sui cofani delle auto.
A Roma c'è il Fentanyl e nessuno ne parla.
A ROMA C'È IL FENTANYL E NESSUNO NE PARLA!
Lo stanno testando.
Stanno vedendo come risponde il mercato.
Stanno CREANDO IL LORO ESERCITO DI ZOMBIE!
In America la strage è cominciata così, ovunque. Prendi un lotto di roba nuova, lo scarichi in una piazza sola, dove la gente si buca già, e aspetti. Se tornano a chiederla, hai un mercato. Se qualcuno ci muore, hai la pubblicità: in strada la roba che ammazza è quella che vogliono tutti.
E a giudicare dai marciapiedi, il test sta andando alla grande.
E a giudicare dai furti, dalle rapine, dagli scippi, dalla violenza che sta esplodendo nei quaetieri come Tor Sapienza, gli acquirenti di fentanyl sono già disposti a tutto.
Paul Janssen cercava solo un modo per cancellare il dolore, e lo ha trovato.
Gli ultimi anni della sua vita ha scelto di trascorrerli in quella che per lui era la città più bella del mondo.
È morto un giorno di Novembre del 2003.
In una casa bellissima, dentro una città bellissima.
A Roma.
- Adamo Romano

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