Come migliorare la memoria?
Ecco 10 abitudini per allenare il cervello
Psicologa:
Come migliorare la memoria?
Ecco 10 abitudini per allenare il cervello.
Dal potere del sonno e della scrittura a mano, psicologi e neuroscienziati svelano i metodi più efficaci per potenziare la concentrazione e ricordarsi tutto.
Avere una buona memoria non dipende soltanto dalla genetica, ma anche da abitudini quotidiane e stili di vita. Sonno, stress, attenzione, attività fisica e strategie di apprendimento influenzano profondamente la capacità del nostro cervello di immagazzinare e recuperare informazioni. La buona notizia è che la memoria può essere allenata: ecco alcuni dei metodi più efficaci suggeriti da psicologi e neuroscienziati.
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Usare il chunking
Il nostro cervello ricorda meglio quando le informazioni vengono organizzate in gruppi significativi. È il principio del chunking: un numero lungo, per esempio, diventa più facile da memorizzare se suddiviso in piccoli blocchi. Tale concetto fu reso celebre dallo psicologo George Miller nel 1956 con lo studio The Magical Number Seven, Plus or Minus Two, dedicato ai limiti della memoria a breve termine.
Dormire dopo aver imparato
Il sonno svolge un ruolo cruciale nel consolidamento della memoria. Durante il riposo, infatti, il cervello riorganizza, stabilizza e "ripulisce" le informazioni apprese nelle ore precedenti, trasferendole dalla memoria a breve termine a quella più duratura. Tale connessione è stata indagata nel tempo da numerosi studi, recentemente raccolti in una rassegna pubblicata su Physiological Reviews.
Fare pause strategiche
Studiare tutto insieme con una lunga maratona è molto meno efficace rispetto a distribuire l'apprendimento nel tempo. L'importanza delle pause (meglio se brevi e ogni trenta minuti) è stata teorizzata già nell'Ottocento dallo psicologo e filosofo tedesco Hermann Ebbinghaus, poiché in grado di migliorare il consolidamento dei ricordi e di contrastare con efficacia la cosiddetta "curva dell'oblio".
Calmare la mente
Stress e ansia sovraccaricano la cosiddetta "memoria di lavoro", cioè il sistema che utilizziamo per mantenere attive le informazioni nel breve termine. In questo caso, si può ricorrere ad alcune tecniche di rilassamento, come la mindfulness e la respirazione controllata, che aiutano a ridurre il "rumore mentale" e contribuiscono a migliorare i nostri livelli di apprendimento e di attenzione.
Allontanare lo smartphone
Il telefonino è il peggior nemico della nostra memoria: anche se impostato su silenzioso o capovolto sul tavolo, infatti, continua a "occupare" parte dell'attenzione mentale. Uno studio pubblicato sul Journal of the Association for Consumer Research ha mostrato che la semplice presenza dello smartphone riduce le risorse cognitive disponibili, per questo è meglio lasciarlo in un'altra stanza.
Costruire un "palazzo della memoria"
Il cosiddetto "metodo dei loci" risale all'antica Grecia e consiste nell'associare informazioni a luoghi immaginari o familiari, come stanze o percorsi mentali, costringendo il cervello a usare la memoria spaziale. Uno studio pubblicato su Neuron ha mostrato che tale tecnica può modificare l'organizzazione delle reti cerebrali e migliorare la capacità di ricordare grandi quantità di dati.
Scrivere a mano
Prendere appunti aiuta a elaborare meglio i concetti rispetto alla semplice digitazione su tastiera, poiché ci costringe a sintetizzare e riformulare le informazioni, invece di trascriverle passivamente. Uno studio, pubblicato su Psychological Science e chiamato "La penna è più potente della tastiera", ha collegato la scrittura manuale alla comprensione profonda e a un miglior consolidamento della memoria.
Fare attività aerobica
Camminare velocemente, correre o pedalare non fa bene solo a cuore e muscoli, ma migliora anche la salute del cervello. Uno studio del Salk Institute ha mostrato che l'esercizio aerobico può aumentare il volume dell'ippocampo, dove risiedono memoria e orientamento spaziale. L'attività fisica, inoltre, favorisce l'afflusso di sangue al cervello e la produzione di molecole legate alla plasticità neurale.
Mescolare gli argomenti
Alternare esercizi o materie differenti, invece di seguire uno schema lineare, migliora l'apprendimento a lungo termine. Questa tecnica, chiamata interleaved practice, obbliga il cervello a distinguere strategie e concetti diversi, evitando l'automatismo della ripetizione. Diversi studi mostrano che tale metodo rende più efficace il recupero delle informazioni e migliora la capacità di riutilizzarle.
La "pratica del recupero"
Rileggere i propri appunti spesso dà solo l'illusione di un buon apprendimento. È molto più efficace provare a recuperare le informazioni senza guardarle: rispondere a dei quiz o ripetere ad alta voce rafforza la memoria a lungo termine grazie a un principio noto come retrieval practice ("pratica del recupero"), descritto in uno studio pubblicato su Psychological Science del 2006.
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