"Eh ma il mondo del dissenso non è unito" e bla bla bla.
Sempre la stessa tiritera.
Questo fantomatico "mondo del dissenso" non si aggregherà mai, mettetevelo in testa.
Le rivoluzioni non vengono mai dal basso, ma dall'alto. Vengono da minoranze organizzate che si sostituiscono a minoranze organizzate. La massa non conquista il potere, al massimo lo legittima, o lo subisce.
Chi ha dubbi su questo legga ad esempio Robert Michels, Gaetano Mosca o Pareto. Avevano dimostrato quanto detto a inizio Novecento, ovvero che ogni sistema politico, qualunque sia la sua ideologia dichiarata, è governato da una minoranza, come costante strutturale. Michels la chiamò "legge ferrea dell'oligarchia". Mosca parlò di "classe politica", quella minoranza organizzata che, in ogni epoca e in ogni regime, detiene effettivamente il comando. È la morfologia del potere.
Il suffragio universale, la democrazia diretta, il "potere al popolo", tutte retoriche che mascherano la realtà.
Il dissenso diffuso che vediamo sistematicamente in nuovi partitelli o movimenti, è orizzontale. È una pressione senza leva. È rumore. Energia dispersa che non trova forma. Nel migliore dei casi è così. Poi ci sono coloro che ci marciano per incanalare e illudere i "dissidenti" portandoli su binari morti.
Chi aspetta che "il popolo si svegli" e si unisca sta aspettando qualcosa che non è mai successo nella storia.
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