Che ne è di me,
dei sogni, dell'amore
profondo come il mare?
Negli occhi non ho più un mare
da poter guardare,
adesso.
Che ne è della mia fede,
dell'amore smarrito,
ferito, deluso...
o forse era quello giusto, forse no?
Chissà.
Solo e muto in un silenzio assordante
vengo risucchiato nel vuoto
che ho fatto attorno a me
Resto soltanto un tossico,
Deluso arrabbiato e codardo
per aver imboccato
strade sbagliate.
Emozioni che fanno male,
illuse da diversivi
che non curano il dolore.
Un passatempo inutile,
un elegante inganno:
credere di uscire ancora vivo, da qui.
©️ Antonio Donato 𝐂𝐨𝐩𝐲𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭
Legge sulla proprietà intellettuale. n. 633 del 22.04.1941
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