Peccato che i ricercatori hanno capito solo ora, nel 2026, che il Parkinson sia in realtà una malattia metabolica.
Quanta sofferenza si sarebbe potuto evitare, quanti morti, semplicemente spiegando alla gente come mangiare correttamente.
Poi chi lo vuol fare lo faccia.
Ma torniamo al Parkinson: questa ricerca evidenzia come la disfunzione metabolica cellulare, in particolare quella legata al metabolismo del glucosio e alla ridotta produzione di ATP, rappresenti un fattore determinante nello sviluppo e nella progressione del morbo di Parkinson.
Me cojoni! Lo sappiamo da una vita, lo abbiamo urlato a squarciagola, ma non è fregato mai un cazzo a nessuno, anzi ci hanno dato dei complottisti, dei ritardati.
E vabbè. Meglio che avere il Parkinson.
Il Parkinson fa un casino e va a disturbare l'equilibrio energetico del cervello basato sull'utilizzo del glucosio, né più né meno come in tante altre malattie neurologiche o mentali.
La compromissione di questi processi metabolici riduce la produzione di ATP e danneggia la produzione energetica necessaria alla sopravvivenza dei neuroni.
Ora, anche il più cretino fra di voi avrà probabilmente alzato la mano per dire: "oibò, ma se c'è un problema col metabolismo del glucosio nel cervello, perché non usare i chetoni, ovvero una dieta chetogenica?"
Perché non serve a migliorare i bilanci delle case farmaceutiche, ovviamente.
Né fa l'interesse dei medici, che non vogliono assolutamente guarire i propri clienti.
Ricerca:
Yafang Li, Xiongjie He, Jialin Lan, Liping Bai, Tilong Huang, Xianwen Zhang. Potential crosstalk between Parkinson's disease and glucose metabolism[J]. Journal of Biomedical Research.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
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